Mindfulness” è la traduzione del termine sanscrito “sati”, e significa “consapevolezza”, una consapevolezza che può essere raggiunta attraverso specifiche tecniche di meditazione. Tali tecniche sono state adattate e divulgate in Occidente sin dagli anni ’80 da un biologo molecolare del MIT, Jon Kabat-Zinn. Le prime applicazioni sono state in ambito clinico, sul dolore cronico. Negli anni poi la mindfulness si è rivelata efficace in ambiti sanitari, educativi e organizzativi per affrontare stress, ansia, depressione, dipendenze e disagio.
Lo scopo di questa forma di meditazione è quello di educare la mente alla consapevolezza e alla presenza mentale, portandola gradualmente dal momento del training alla vita quotidiana. La meditazione quotidiana è una sorta di “allenamento” per correre poi la maratona di impegni, situazioni di stress, relazioni ed emozioni che viviamo ogni giorno.
Per mantenerci lucidi, consapevoli, presenti a noi stessi. In modo da ricavarne benefici, comprovati da più di trent’anni di studi scientifici internazionali, sul piano mentale, fisico e psicologico.
La mindfulness consiste nel porre attenzione al “qui e ora”, limitando il viaggiare senza sosta della mente, il suo perdersi nei rimuginii e nei giudizi su di sé. Consiste nell’osservare la realtà con atteggiamento aperto e non giudicante. La consapevolezza permette di imparare a “fermarsi” per evitare di mettere in atto gli automatismi.
Questo ci permette di vivere appieno la nostra vita, di maturare una reale conoscenza di noi stessi e una gestione sana dello stress e della quotidianità.